Ciò che viene dal cuore non sempre arriva agli altri

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Ciò che viene dal cuore non sempre arriva agli altri. Tutti ce ne siamo resi conto almeno una volta: fare qualcosa per un’altra persona, con enorme affetto, ed essere ripagati con l’indifferenza. È come se la bontà, lungi dall’essere un linguaggio universale, si perdesse in strani dialetti.

In questo caso, non parliamo solo di dissonanza tra ciò che uno dà e l’altro riceve. Ci riferiamo anche a quella sensazione desolante del cuore altrui che non vede, non sente e non percepisce ciò che gli altri fanno per lui. Sappiamo che l’amore è invisibile, ma se gli altri non lo intuiscono attraverso le nostre azioni,è come se, in qualche modo, niente avesse senso.  

Alcuni esperti in scienze del comportamento e delle aziende ci dicono che, in realtà, la bontà è uno svantaggio per il successo sociale. In qualche modo, una persona buona, che agisce sempre in modo onesto, salterà di delusione a delusione in questo complesso fiume di competitività che definisce il mondo moderno.

Questo lo sappiamo. Tuttavia, molti continuano a decidere di agire in tale modo. Perché la bontà, fare le cose con il cuore, è un valore personale nel quale vale la pena investire tempo e sforzi. Non possiamo neppure negare che le delusioni feriscono.

Fa male l’amarezza di non sentirsi riconosciuti, perché nessuno agisce con egoismo quando spera che il su partner, la famiglia o il proprio miglior amico percepisca quei piccoli gesti fatti con amore. Perché, a volte, amare significa rinunciare e anche tale concessione si fa in modo sincero. Nonostante i cuori altrui siano sintonizzati su altre frequenze, su altri canali…  

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Il cuore nobile e la sua isola di solitudine

Quando qualcuno fa qualcosa con il cuore, armonizza molteplici dimensioni. Mostra la sua identità, il valore della reciprocità, il desiderio di fare del bene, di apportare agli altri benessere, allegria e entusiasmo. La persona che agisce con bontà dovrebbe sentirsi, effettivamente, affermata, vedendo che tutta l’energia investita nel fare il bene, funziona. Che il suo proposito ha un fine utile. Purtroppo non è sempre così.

Lungi dall’essere una congruenza tra ciò che uno fa e spera di trovare, ciò che spesso si verifica è un’ingiustizia. Potremmo fare molti esempi. Potremmo parlare di un uomo anziano che, in passato, ha fatto di tutto per i suoi figli e che, ora, è ricompensato con la solitudine. Un adolescente che cerca di integrarsi in un gruppo con rispetto e affetto, ma viene trattato dai suoi coetanei con disprezzo e prese in giro.

Non possiamo neppure dimenticare la coppia che dà importanza ai piccoli gesti, che dà la priorità alla felicità della persona che ama, che si preoccupa, che costruisce, che investe… Se niente di tutto questo si vede, se niente viene valorizzato, quell’amore non serve. Non vale. Va riformulato o dissolto.

 

Chi fa le cose con il cuore e non viene riconosciuto finisce per vivere, poco a poco, nella sua isola di solitudine. In qualche modo, finiamo per assomigliare a Prospero, il personaggio de “La tempesta” di William Shakespeare. Qualcuno che, dopo essere stato ferito dalle avversità e dal tradimento, finisce recluso su un’isola solitaria, in compagnia di sua figlia, in un mondo spirituale in cui, inevitabilmente, l’unica protagonista è la tristezza.

Bisogna vivere con integrità: non rinunciate a ciò che siete

Ci si sente, senza dubbio, soli. Tuttavia, a volte, agire con onestà ha un prezzo, e se il prezzo è il disinganno, dovremo accettarlo. Sarà sempre meglio essere se stessi che vivere nell’incongruenza di andare contro le nostre radici. Il nostro autentico Io.

 

Ebbene, per sopravvivere in questo mondo complesso – e quotidianamente ad ogni relazione – conviene integrare una serie di “ancore” emotive e cognitive alle quali afferrarsi per evitare danni collaterali. Perché la bontà non è sinonimo di ingenuità, ma del coraggio di chi è fedele al proprio cuore.

  • Non dobbiamo trasformarci in compiacenti professionisti: non esiste maggiore forma di sofferenza che quella di chi cerca di fare felici tutti.
  • Non andate mai contro le vostre necessità per agire secondo ciò che gli altri si aspettano da voi. La vita non è poi così complicata. 
  • Non è positivo ossessionarsi di essere ricompensati per ogni cosa che facciamo. La bontà non esige ricompensa, poiché le basta agire in sintonia con i propri valori.
  • Ricordate che darsi continuamente agli altri non accresce la propria autostima. A volte obbliga a sotterrare le ambizioni. Quindi, non dubitate nel darvi a voi stessi ogni tanto. Ci guadagnerete in salute ed equilibrio personale.
  • Capite anche che chi è cieco di fronte ai piccoli gesti di amore quotidiano, lo sarà anche con tutto il restoPerché l’amore vero non ha bisogno di grandi dimostrazioni per essere riconosciuto.

L’arte d’amare è saggia quando si dà peso alle piccole cose, quelle che vengono dal cuore… fonte

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