Da piccolo odiava sua madre. Quando lei muore, riceve una lettera con tutta la verità.

L’autore di questa lettera ha preferito non rivelare la sua identità, quindi non è possibile stabilirne la provenienza.
Questa storia ci fa capire quanto sia importante dire ai propri cari ciò che si prova. Vale davvero la pena leggerla!

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Mia madre aveva un occhio solo. L’odiavo.
Lavorava nella caffetteria della mia scuola e serviva il pranzo a studenti e insegnanti. Mi vergognavo profondamente di lei.
Un giorno a scuola venne verso di me e mi salutò. Mi sentii così male…
Come aveva osato? L’ignorai del tutto, lanciandole uno sguardo di disprezzo, poi me ne andai. Il giorno successivo i miei compagni mi rinfacciarono: “Oh, tua madre ha un occhio solo!”
Avrei voluto sprofondare per la vergogna. Ogni volta che la vedevo, avrei desiderato scomparire.
“Se l’unica cosa che sei capace di fare è farmi vergognare davanti ai miei amici, sarebbe meglio che tu fossi morta” le dissi.
Lei non rispose. Non disse mai nulla al riguardo.
Non pensavo a ciò che dicevo, ero troppo preso dalla rabbia. L’odiavo. Non tenevo conto dei suoi sentimenti.
Volevo solo allontanarmi da lei, il più presto possibile. Riuscii ad ottenere degli ottimi risultati e vinsi una borsa di studio per l’estero.
Mi sposai. Comprammo una casa ed avemmo dei figli. Ero felice, avevo avuto così tanto dalla vita.
Ma un giorno mia madre venne a farci visita. Non ci vedevamo da anni, non aveva neanche conosciuto i miei figli, i suoi nipoti.
Quando aprii la porta, i miei figli ne furono un po’ intimoriti, poi le risero in faccia. Io le dissi: “come osi venire qui a spaventare i miei figli? Vattene via, SUBITO!”
Mia madre rispose gentilmente: “scusami. Ho sbagliato indirizzo.” E se ne andò.
Un giorno ricevetti un invito a una riunione tra ex compagni di scuola. Mentii a mia moglie, le dissi che avevo un viaggio di lavoro. Dopo la riunione, passai davanti alla casa in cui avevo trascorso la mia infanzia. Ero curioso.
I vicini mi videro e mi dissero che mia madre era appena deceduta. Non piansi, non versai nemmeno una lacrima. Poi mi consegnarono una lettera lasciatami da mia madre.
Caro figlio mio,
Ti penso continuamente. Mi dispiace di essermi presentata a casa tua senza invito. Non volevo spaventare i tuoi bambini.
Se fossi restata a casa, probabilmente non ti avrei rivisto mai più. Sono stata così felice di sapere che avresti partecipato a una riunione tra ex compagni di classe. Mi dispiace di averti imbarazzato così tanto negli anni. Non ne sono mai andata fiera.
Sai, quando eri piccolo, hai avuto un terribile incidente. Hai perso un occhio. Saresti cresciuto con un occhio solo… non potevo tollerarlo, quindi ti ho dato il mio.
Sono stata così orgogliosa di te quando ti ho visto crescere e scoprire il mondo. Sono tua madre e vorrò sempre il meglio per te.
Ti voglio bene
Tua madre
I genitori fanno molti sacrifici per i propri figli. Dite “grazie” e “ti voglio bene” prima che sia troppo tardi.

 

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