La sindrome di Peter Pan e di Wendy

Conoscete la famosa storia di Peter Pan? Bene, sembra che esistano degli uomini che rimangono davvero bambini a prescindere dalla loro età, e delle donne che si comportano come delle madri, invece di fare le mogli o compagne. Uomini Peter Pan e donne Wendy? È possibile? Lo psicologo nordamericano Dan Kiley ha studiato la sindrome di Peter Pan, conosciuta come un trauma che blocca il processo di maturazione emozionale del bambino.

Jaime Lira, invece, ha svolto degli studi sulla sindrome di Wendy, vale a dire su quelle persone che incentrano la loro vita sulla cura, sulla protezione e sul controllo degli altri. Anche se è molto più comune che ci siano uomini che soffrono della sindrome di Peter Pan che donne che si rispecchiano nel complesso di Wendy, questi due problemi possono comunque presentarsi indistintamente in entrambi i sessi, sebbene in proporzione minore.

La sindrome di Peter Pan

Si denomina sindrome di Peter Pan l’insieme di caratteristiche presentate da un uomo che non sa o non può rinunciare all’essere figlio per essere padre: vale a dire che si tratta di uomini che non vogliono rinunciare all’essere dei bambini. Si sentono come bambini, vivono come tali e sperano sempre nella comprensione altrui. La sindrome di Peter Pan si caratterizza, quindi, per l’immaturità in certi aspetti (psicologici, sociali, sessuali), oltre a presentare dei tratti narcisisti, di dipendenza, irresponsabilità, ribellione, ecc. Si tratta per la maggior parte di uomini che temono la solitudine e che hanno paura di fallire o di essere abbandonati. Solitamente hanno più di 30 anni e, quando li conosciamo, sprizzano benessere da tutti i pori. L’irresponsabilità è uno dei loro tratti principali, e viene espressa attraverso la colpevolizzazione degli altri e l’incapacità di mantenere gli impegni. Nell’ambito dei rapporti di coppia, non si sforzano per creare una relazione matura e stabile.

Sono uomini-bambini che non vogliono crescere e maturare, per cui sono incapaci di prendersi cura, proteggere o portare avanti una relazione di coppia. Per questo la maggior parte di loro ha solo relazioni superficiali, che non durano per molto tempo e non si trasformano in un rapporto stabile, proprio perché rifuggono gli impegni fissi.

La sindrome di Wendy

La sindrome di Wendy si riferisce soprattutto alle donne che manifestano una preoccupazione eccessiva per il benessere del partner, accompagnata da sentimenti di paura del rifiuto e da continua insicurezza. Queste donne presentano una serie di atteggiamenti molto tipici, come per esempio sentirsi imprescindibili, cercare di fare felice il partner continuamente, cercare di evitare che il loro compagno si arrabbi, chiedere scusa per tutto quello che fanno, ecc. Le donne che soffrono di questo complesso cercano sempre di essere accettate dagli altri attraverso dei comportamenti che compiacciano le persone intorno a loro, perché sono convinte che in questo modo si guadagneranno il loro rispetto.

Si tratta di donne schiave della loro paura del rifiuto e dell’abbandono, con una tendenza marcata all’autosacrificio. Il complesso di Wendy ha quindi tra le sue principali caratteristiche l’eccessiva protezione dell’altro. Affermazioni come “lo faccio subito”, “non ti preoccupare”, “non so che cosa faresti senza di me” sono tipiche delle donne-Wendy dei nostri giorni. Nella relazione la loro diventa quindi una figura materna, piuttosto di quella di una compagna o moglie, per cui favorisce l’immaturità maschile e la sindrome di Peter Pan. fonte Qui

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