L’amore senza tenerezza non mi va bene, non è autentico

L’amore senza tenerezza non mi va bene, non lo voglio. Non è autentico. Perché per me la tenerezza è il linguaggio più colto e delicato dell’affetto. Con ogni parola, con ogni gesto e con ogni abbraccio offerto teneramente, si apre il vaso della nostra essenza più intima, quella che ci definisce nel legame della persona che amiamo.

“Tenerezza” è quella parola che ormai troviamo solo nel Museo dei Gesti Dimenticati. Inoltre, non tutti sono fatti di quel materiale con cui l’affetto trova il suo cammino, la sua vetta, i suoi percorsi per dare un vero senso all’amore. C’è bisogno di una certa serenità e calma interiore per ritrovarsi nella delicatezza di quelle vie, per trovare quell’affetto sincero che accarezza la pelle e fa battere il cuore.

Paul Elkan, uno degli psicologi più famosi nell’ambito degli studi sulle emozioni, nel 1999 propose una tesi in cui sosteneva che la tenerezza è un’emozione basilare che molti hanno trascurato. In essa si armonizzano il bisogno di attenzioni, l’affetto, l’empatia e la necessità di intimità con cui conferiamo sicurezza e calore.

La tenerezza è, soprattutto, un gesto di offerta, l’espressione più autentica dell’affetto.

 

L’esercizio quotidiano della tenerezza ci rende persone degne

La tenerezza ci rende esseri umani degni. Ci permette di acquisire una conoscenza in cui la semplicità ottiene finalmente un’essenza più degna e saggia, che sconfigge gli artifici, gli egoismi e i materialismi, per ritrovarsi pelle contro pelle e cuore contro cuore con il proprio amato.

Tuttavia, c’è un aspetto che non possiamo tralasciare. Come abbiamo detto in precedenza, non tutti sanno né possono offrire una vera tenerezza: serve una buona dose di pace interiore, di maturità emotiva e di auto-conoscenza. Per amare con passione e onorare con tenerezza, dobbiamo offrire il meglio di noi e questo non sarà mai possibile se fuggiamo da noi stessi.

Un altro aspetto da considerare a proposito dell’esercizio quotidiano della tenerezza è che essa non si esprime solo nei momenti più intimi: nell’arte della sensibilità, essa viene rappresentata nella corporalità. Tuttavia, le persone più sagge e impegnate nel dare per mezzo dell’affettuosità sanno che “tenerezza” significa vicinanza e desiderio di reinventarsi nel linguaggio della benevolenza, per compiacere il cuore dell’altro.

 

 

 

 

L’affetto come processo di auto-conoscenza

A nessuno di noi sono state insegnate le basi dell’amore più proficuo, quello che non ferisce e che permette di crescere. Non ci è stato insegnato né mostrato da un libro, ma l’abbiamo visto e vissuto durante l’infanzia, momento in cui ogni bambino viene iniziato al mondo dell’affetto nel modo più o meno corretto.

La tenerezza è il vincolo più potente, è necessario per rafforzare l’attaccamento sano e solido tra genitori e figli. È anche il sostegno emotivo più importante per un bambino. Dopo l’infanzia, utilizziamo questi significati, gesti, e riti di affettuosità con i nostri cari.

Ciò ci dimostra che la tenerezza dovrebbe essere presente nel corso di tutto il nostro ciclo vitale. Perché l’attenzione, l’affetto e le carezze danno vita ad una corretta educazione dei sentimenti.

Se metteremo in pratica queste tre dimensioni senza paure o esitazioni, il nostro modo di comunicare sarà più efficace. Sapremo scegliere le parole per immergerci negli sguardi, saremo saggi artigiani dell’intimità che nutre l’affetto, che calma le paure e allontana i dubbi. Perché niente è più potente di un abbraccio quando il nostro partner ne ha bisogno, anche se è ancora più appagante quando viene dato senza un motivo particolare. Solo perché ce lo chiede il nostro cuore.

 

Ora sapete quanto è importanti essere “istruiti” nel destreggiare l’affettuosità e nella gestione della tenerezza. Solo così potrete costruire legami più solidi e significativi. Perché, ci crediate o meno, ciò che dà davvero forza e vitalità all’amore è la tenerezza, l’attenzione e l’affetto che si palesa nelle cose più semplici ed elementari del quotidiano.

L’espressione della tenerezza è dolce, delicata e preziosa, perché ci obbliga ad aprire il vaso della nostra essenza per condividerla senza paura con le persone che amiamo. Ci lasciamo conoscere senza barriere difensive per poter appianare tutti i sentieri e favorire, così, un incontro pieno ed eccezionale.

Perché, in fin dei conti, la tenerezza è ciò che dà vita all’anziano, che addormenta il bambino e che disarma l’adulto.(fonte)

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