NON PAGHI IL BOLLO? RENZI TI LASCIA A PIEDI: ECCO COSA SI E’ INVENTATO IL CODARDO PER COMPLICARE LA VITA AI POVERI CRISTI

 Emendamento del Pd: ora il meccanico controlla pure il versamento della tassa. Se non si è in regola, la macchina non passa l’esame. E il cittadino resta a piedi

È una delle tasse più odiate dagli italiani, seconda solo al canone Rai, e anche per questo una delle più evase in assoluto. Il bollo auto però rischia di essere quella più pagata nei prossimi anni. L’astuzia del legislatore è infatti pari alla furbesca attitudine degli italiani di evitare quando possibile il pagamento del balzello. Così ieri la sorpresa è arrivata dagli eletti del Partito Democratico che hanno presentato una proposta di emendamento alla Legge di Stabilità per recuperare il gettito perso. In sintesi chi non ha pagato la tassa non potrà fare la revisione dell’automobile. A controllare saranno le officine autoriz-zate. Non è chiaro se dovranno anche segnalare l’evasore.

LA NORMA

L’emendamento, già approvato dalla Commissione Finanze, impone che gli uffici del dipartimento dei Trasporti e le autofficine autorizzate a fare la revisioni dovranno controllare che i proprie- tari dei veicoli abbiano sempre pagato tassa di proprietà del mezzo, e che non sia sottoposto a fermo amministrativo. Se la verifica darà esito negativo non si potrà circolare finché non si paga. L’obiettivo è quello di contrastare l’evasione record. Ora la proposta dovrà passare l’esame della commissione Bilancio. Una norma che non mancherà di suscitare polemiche e critiche. Innanzitutto da parte delle officine trasformate per legge in “gendarmi”. Dovranno accedere alla banca dati delle Entrate e in caso di mancati pagamenti negare la loro prestazione. I profili di privacy sembrano essere stati ignorati: il meccanico conoscerà senza volerlo i segreti fiscali dei suoi clienti.

 

 

 

IL VIZIETTO E L’AUSPICIO

Giusto stanare l’evasione, principio inderogabile soprattutto per difendere gli onesti che pagano fino all’ultimo euro allo Stato. Ma la sinistra usa sempre lo stesso strumento e cioè il basto- ne. Che spesso sconfina nella delazione fiscale, arma sempre pronta all’occorrenza. Come non ricordare le multe fino a 2.065 euro ai cittadini che non avessero denunciato come evasore fiscale il proprio medico, l’idraulico, il ristoratore o semplicemente chi svolgeva lavori in nero. A ricordarlo ci fu anche una circolare dell’Agenzia delle Entrate che spiegava che che le norme antievasione discendevano dall’approvazione del decreto legge Visco-Bersani. Non solo. Fu lo stesso Visco a istituire un numero di telefono: il 117 al quale denunciare chi non faceva lo scontrino o non rilasciava la fattura. Era il 1996. Poi Visco precisò che le denunce sarebbero state prese in considerazione «solo in casi eccezionali e se fortemente documentate». Il principio della spia fiscale autorizzata però era stato stabilito.

LA SOLUZIONE

Forse l’unica via per battere l’evasione del bollo auto è quella di eliminarlo completamente. Un’idea non balzana se a farla sono stati due politici apparentemente in antitesi tra loro. Era il 2008 quando Berlusconi a Matrix annuncio l’abolizione graduale del bollo su auto, moto e ciclomotori. Non se ne fece nulla. Ci ha provato anche Renzi usando però un artificio contabile: via il bollo a fronte di un aumento delle accise sulla benzina. Insomma paga solo chi si muove. Proposta dimenticata. Ma il referendum è vicino chissà se Matteo la ritirerà fuori ora. Smentendo i suoi colleghi in Parlamento.

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