Se i vostri progetti non piacciono agli altri, compieteli da soli

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Se i vostri progetti non piacciono agli altri, se i vostri sogni non corrispondono a quelli altrui, fatelo: partite da soli. Qualcuno vi seguirà. Perché a volte è necessario mettere fine ad una brutta storia per permettere a un destino nuovo di trovarvi. Ricordate che la cosa importante è avanzare essendo i protagonisti del vostro percorso.

Carl Gustav Jung diceva che la nostra visione è più chiara se, invece di guardare fuori, seguiamo il nostro cuore. Perché chi guarda fuori sogna, ma chi presta attenzione alla sua interiorità è ben sveglio. Ma si sa: a volte svegliarsi è doloroso, perché implica slegarsi da molte cose.

Spesso ci dimentichiamo che la vita è, in realtà, un viaggio. Un tragitto dinamico in cui la permanenza è falsa, in cui il presente è effimero per definizione. Una realtà che crea incertezza e davanti alla quale ricerchiamo la sicurezza ad ogni costo.

Di frequente ci aggrappiamo alla permanenza di questi campi sterili. Terra arida, in cui cresce solo l’erba cattiva, e che afferriamo per sentirci sicuri, uniti alla radice di qualcosa o qualcuno che ci offre un surrogato di amore, rispetto o felicità.

Abbiamo paura di andare avanti da soli quando ne avremmo più bisogno, temiamo di essere colti dalla malinconia, di sprofondare nell’insuccesso e di trovare discordanza tra la realtà e le nostre aspettative. Ebbene, bisogna avere molto chiaro che avanzare significa anche staccarsi dal presente che ferisce. Significa camminare lungo la via del distacco, riempiendo lo zaino con altri progetti e altri venti che, prima o poi, spunteranno all’orizzonte.

 

Per realizzare un buon progetto, bisogna superare la linea della paura

C’è un aforisma che recita “Chi non ha mai sbagliato non ha mai fatto nulla”. Si tratta di un fenomeno a cui assistiamo spesso. Ci sono persone che preferiscono appiattirsi con l’inerzia della routine per non assumersi rischi. Perché le cose brutte e conosciute sono sempre meglio di quelle belle e ignote.

Perché è più adeguato agire come gli altri si aspettano piuttosto che sorprenderli (in negativo) ed essere la pecora nera. Adattarsi alle aspettative altrui e azionare il pilota automatico ci garantisce una sensazione di sicurezza. Un posto in prima fila per andare a vedere un film in cui nessuno rischia, in cui non ci sono conseguenze inaspettate da affrontare.

Oltrepassare la zona di comfort implica, di fatto, attraversare in primis la linea della paura, e non tutti sono pronti a questo. Perché? Fiona Lee, dottoressa in psicologia sociale dell’Università del Michigan, dopo un’interessante ricerca, concluse che la massima paura delle persone è quella di fallire.

Tutti hanno in mente progetti grandi ed interessanti e non li mettono quasi mai in pratica. Le persone hanno paura, sono infastidite dal giudizio altrui e, soprattutto, temono di fallire. Si ripetono cose del tipo “il mio treno è già passato”, e nel frattempo smarriscono lo sguardo nel riflesso di una finestra. Si chiedono cosa sarebbe stato di loro se avessero fatto quel passo, se avessero realizzato quel progetto.

 

Non è facile. Gli studi della dottoressa Lee mostrano aspetti molto interessanti. Ad esempio, le imprese basate sull’innovazione dei prodotti fanno particolare attenzione al fatto che alle persone non piacciano i cambiamenti, per lo meno non quelli bruschi. Un cambiamento è la rottura di un sistema stabilito e, pertanto, implica paura, sfiducia, possibilità di fallimento.

Neanche il nostro cervello ama i cambiamenti. La sua funzione è garantirci la sopravvivenza, per questo motivo ci sussurra il consiglio “è meglio che tu non esca dalla tua zona di comfort”. Tuttavia, ci sono volte in cui bisogna farlo, dobbiamo fare un passo in avanti e superare la linea della paura.

Sogni di vita, progetti e mari convulsi

Se i vostri progetti non piacciono a nessuno, non cambiateli. Non lasciate che menti quadrate vi facciano cadere in circoli viziosi basati sull’infelicità. Alla fine, tutti diventiamo degli Ulisse, persi nel mare della vita, aspettando ansiosamente di ritrovare noi stessi. Sogniamo di raggiungere Itaca, in cui poter abbracciare la calma, la felicità e la realizzazione dei nostri piani.

È il momento di coltivare il cambiamento e di dare forma ai vostri sogni. Ora vi spieghiamo come riuscirci.

 

Strategie per dare forma ai vostri progetti

Ormai è chiaro che avete rinviato un’infinità di progetti. Sono così tanti che persino ricordarli vi fa male. Ma tenete in considerazione  una cosa: chi posticipa i suoi obiettivi, sogni o desideri per paura non vive. Chi vive vite altrui rimane senza piedi per camminare. Chi offre aria per far respirare gli altri si dimentica delle propria necessità di respirare.

Cambiate prospettiva, oltrepassate la linea della paura e del timore di fallire.

  • Dovete capire che la vita è un viaggio. Avanzare per nuovi cammini è l’unica opportunità che avete per trasformarvi e conquistare voi stessi.
  • Siamo tutti orfani alla ricerca del nostro posto nel mondo. Se vi aggrappate a progetti che non vi appartengono, sarete anche eterni naufragi.
  • In questo viaggio vivrete delusioni, fallimenti e tradimenti. Ciononostante, da bravi naufraghi, non dovete smettere di guardare l’orizzonte. Ogni sofferenza vi farà avanzare. Ogni perdita progredire. Se avrete un sogno in mente, avrete sempre fiato sufficiente per raggiungere il vostro obiettivo.
  • Ricordate che la vostra mente è esperta nel creare auto-inganni e illusioni. Vi renderà compiacenti per andare d’accordo con gli altri, vi farà dire “sì” quando in realtà vorreste gridare “no”.

 

Acquisite consapevolezza e rendete l’autostima la vostra arma migliore. Ascoltate il vostro intuito, quella voce saggia, quel profumo della vostra essenza che funge da efficientissima bussola. Non è mai troppo tardi per dare forma ai vostri sogni e progetti. E a volte non c’è altro rimedio che dedicarvisi in solitudine. fonte

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